Tutto sull’auto ibrida. Cos’è, come funziona, i vantaggi e il piacere di guida

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(Lifegate.it) – Ecco tutto quello che c’è da sapere sulla tecnologia ibrida. L’auto ibrida ai vantaggi ambientali abbina un netto abbattimento delle spese di gestione.

Tutto quello che c’è da sapere sull’auto ibrida

Immaginate di correre in salita, affrontando una fatica che porta ad ansimare, a riempire avidamente d’ossigeno i polmoni, a fermarvi spesso per reintegrare le energie e a consumare acqua e cibo in abbondanza. Ora immaginate che, quasi magicamente, una forza invisibile vi accompagni nei movimenti, annulli in parte il vostro peso, renda prive di affanno le ripartenze e consenta di affrontare tragitti più lunghi con meno soste e un minore fabbisogno di cibo. Bene, avete colto l’essenza della tecnologia ibrida. Un’auto ibrida, infatti, non è altro che una vettura il cui motore termico – il corridore – lavora in abbinamento a un propulsore elettrico – la “forza amica” – che funge da supporto soprattutto nelle fasi di sforzo e nelle partenze da fermo.

Ibrida in serie o in parallelo

Una vettura ibrida è dotata di due motori. Il primo, tradizionale, a combustione interna, il secondo alimentato a batteria. Il sistema che viene a crearsi, definito powertrain, può essere in serie o in parallelo. Nel primo caso, il propulsore endotermico – quindi alimentato a benzina, gasolio o gas – funge esclusivamente da generatore e ricarica le celle che alimentano l’unità a zero emissioni, cui è affidato il moto dell’auto. Si parla allora di un veicolo “ad autonomia estesa”. Nel secondo caso, più diffuso, il sistema è bimodale perché il motore a combustione non solo opera per la ricarica delle batterie, ma muove anche il veicolo alternativamente o contemporaneamente al propulsore elettrico. Così avviene, ad esempio, per una delle berline ibride più recenti e innovative, vale a dire Hyundai Ioniq, che oltretutto è la prima vettura al mondo dalla vocazione totalmente green in quanto declinata in tre configurazioni sostenibili: ibrida, ibrida plug-in ed elettrica.

L’apporto del motore elettrico nell’auto ibrida

La tecnologia ibrida in parallelo porta in dote rilevanti vantaggi funzionali e ambientali. Nelle partenze da fermo, ad esempio al semaforo, il motore elettrico muove la vettura senza che il propulsore a combustione intervenga. Quest’ultimo, anzi, resta spento. Una soluzione che consente di ridurre tanto i consumi quanto le emissioni inquinanti, permettendo oltretutto di viaggiare a batteria per alcuni tratti. E nelle fasi di massimo carico, come durante un sorpasso, la spinta del motore elettrico si aggiunge a quella del propulsore tradizionale, consentendo sia di ottenere prestazioni superiori sia di contenere il fabbisogno di carburante. Tutto ciò senza che il conducente faccia nulla di speciale. Deve solo guidare, lasciando all’elettronica della vettura la combinazione e l’alternanza di volta in volta ottimali dei motori. Una transizione impercettibile, come nel caso della Hyundai Ioniq Hybrid, equipaggiata con un 4 cilindri 1.6 GDI (a iniezione diretta della benzina) ad alto rendimento termico studiato appositamente per l’ibridazione e abbinato a un motore a zero emissioni del tipo sincrono a magneti permanenti. Ne deriva un powertrain che, a dispetto della cilindrata ridotta, eroga complessivamente 141 cv e 265 Nm di coppia.

I vantaggi della tecnologia ibrida

È possibile quantificare i vantaggi della tecnologia ibrida? Assolutamente sì. Prendiamo a riferimento sempre la Hyundai Ioniq. Si tratta di una berlina a cinque porte lunga circa quattro metri e mezzo, con un’ottima abitabilità e un bagagliaio capiente – complice la collocazione delle batterie sotto i sedili posteriori – dalla capacità compresa tra 443 e 1.505 litri. Per un confronto, una vettura tradizionale (a benzina) con caratteristiche simili e una potenza di circa 140 cv percorre mediamente 16/17 km con un litro di carburante, a fronte di emissioni di CO2 nell’ordine dei 115/120 grammi per chilometro. Ioniq Hybrid può invece contare su dati omologati pari a, rispettivamente, 29,4 km/l e 79 g/km di CO2 e sulla possibilità, seppur in condizioni di marcia favorevoli e per brevi tratti, di viaggiare in modalità elettrica sino a una velocità massima di 120 km/h. Un abisso.

In sintesi i vantaggi ambientali della tecnologia ibrida si possono riassumere così:

  • Riduzione dei consumi
  • Riduzione delle emissioni di CO2
  • Silenziosità
  • Affidabilità

Sul vantaggio riguardante le emissioni di CO2 incidono due ulteriori caratteristiche tipiche di una vettura ibrida: il contenimento dei pesi e l’aerodinamica raffinata. Il primo aspetto, caro alla berlina coreana dato il generoso ricorso alla lega leggera (alluminio) per la realizzazione di componenti quali il cofano, il portellone e le sospensioni anteriori, è a dir poco cruciale. Ricordate l’esempio iniziale della corsa in salita? Affrontarla sovrappeso oppure dopo una cura dimagrante cambia radicalmente l’entità dello sforzo. Non meno importante, come accennato, l’aerodinamica, così da ridurre quanto più possibile la resistenza all’aria e, conseguentemente, il consumo del motore. In tal caso, oltre alla forma della vettura, giocano a favore alcune soluzioni “furbe”: Ioniq, ad esempio, può contare su appendici specifiche che deviano i flussi dinanzi alle ruote anteriori, sui deflettori attivi (quindi mobili in funzione delle condizioni di guida) lungo la calandra, sul fondo piatto della vettura e sul design “chiuso” dei cerchi, così da massimizzare l’efficienza aerodinamica.

 

Piacere di guida e piacere di vita: una vettura ibrida porta in dote entrambi. Immaginate di svegliarvi al mattino, in un ambiente ovattato, e ancora assonnati fare colazione sul balcone di casa. Il vicino sale in auto per andare al lavoro e… il frastuono tipico di un motore diesel incrina la vostra serenità. Nemmeno aveste a che fare con un trattore Landini Testa Calda degli Anni ’40. Se il vostro dirimpettaio avesse un’ibrida, nulla di questo accadrebbe, dato che l’auto si avvierebbe in modalità elettrica e, nel massimo silenzio, prenderebbe la propria strada. In un mondo dove l’inquinamento acustico è in costante crescita, una vettura ibrida è un’isola di serenità. Serenità che continua una volta in marcia, dato che i modelli ibridi accedono senza limitazioni – o pagando pedaggi sensibilmente ridotti rispetto alle vetture tradizionali – alle ZTL e al tempo stesso possono sempre più spesso essere parcheggiati gratuitamente sulle strisce blu. La ricerca spasmodica di un “gratta e sosta”? Preistoria.

Un’ibrida conviene sia all’ambiente sia al portafoglio

Il mercato delle vetture ibride è in costante aumento, tanto da far registrare a ottobre un incremento su base annua che sfiora il 49 per cento, rispetto all’analogo periodo del 2015. Un passaggio fondamentale nella direzione della mobilità sostenibile, dato che la tecnologia ibrida porta a una netta riduzione delle emissioni di CO2 e al contempo consente di ridurre il fabbisogno globale di benzina e gasolio, sottraendo linfa all’industria estrattiva e di raffinazione dei carburanti fossili. Un vantaggio per l’ambiente. Un vantaggio, però, anche per il portafoglio degli automobilisti.

  • Esenzione dal bollo in alcune regioni d’Italia
  • Calcolo della tassa di circolazione in funzione della sola potenza del motore termico
  • Sconti sulla Rca di alcune assicurazioni
  • Garanzia identica o dedicata dato l’alto livello di affidabilità

Al di là dei consumi contenuti, un plus tutt’altro che secondario al giorno d’oggi, un numero sempre crescente di regioni garantisce l’esenzione dal bollo per un lungo periodo (Veneto, Lazio, Campania ed Emilia Romagna per tre anni, Basilicata e Puglia per cinque anni), mentre nelle restanti zone d’Italia la tassa automobilistica viene calcolata in funzione della potenza del solo motore termico, non considerando l’apporto dell’elettrico. E ancora, alcune compagnie assicurative prevedono una scontistica riservata, la manutenzione non comporta costi aggiuntivi e la garanzia non ha nulla da invidiare ai modelli tradizionali, dato l’alto livello d’affidabilità raggiunto dalla tecnologia ibrida. Hyundai, ad esempio, dedica a Ioniq Hybrid una copertura di cinque anni a chilometraggio illimitato, incluse l’assistenza stradale e una nutrita serie di controlli, che cresce a otto anni o 200mila km per le batterie.

 

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